moto club berardi, riccione
RICCIONE E LE CORSE 1935 - 2018 : 83 ANNI DI PASSIONE
 

La storia inizia negli anni Venti, quando le gare si svolgevano nel campo sportivo “Stadium” che i riccionesi chiamavano Hangar.
Una delle prime notizie di queste competizioni riporta le vittorie nella gara del 1923 di Frangiotto Pullè (affermatosinella 350) e di Nello Leardini (500 ed inseguimento 10 km).

E proprio Pullè e Leardini furono tra i fondatori nel 1935 del motoclub Celeste Berardi di Riccione; gli altri furono Chicco Pullè, Aldo Leardini, Bruno Manti.
Grido e Ribelle Galavotti, Lao Mancini ai quali in seguito si unirono molti altri fra i quali Pino Mancini, Nello Olmeda, Otello Caroni ed i fratelli Omero ed Amedeo Ronci.
Bruno Manti fu il primo Presidente del motoclub al quale sono succeduti Amedeo Ronci (alla guida per ben 41 anni), Enrico Pullè ed Enio Battarra, attualmente in carica.
Gli anni trenta portarono non solo un’attività sportiva, ma espressero anche un valido campione che ebbe i natali proprio a Riccione, Gastone Berardi, figlio di quel Celeste al quale è intitolato il locale motoclub.
Dopo il debutto nel 1938 proprio a Riccione, dove vinse in sella ad una moto Guzzi 175, Berardi l’anno successivo gareggiò in sella ad una Guzzi Condor 500 messagli a disposizione dalla Sezione Motociclistica del Dopolavoro Sportivo di Riccione.

Nel ’40 entra nella Milizia Stradale che in quel periodo garantiva la possibilità di un’attività professionale nella quale va inserita anche la Milano-Taranto, gran fondo che il riccionese nel 1940 concluse aggiudicandosi il primo posto nella 500 di terza categoria, ed il quinto posto assoluto.
Qualche risultato in più poteva essere colto negli anni successivi, ma la Guerra bloccò questa scalata.

La ripresa è faticosa, ma non per questo meno entusiastica. Nel 1946 (esattamente il 15 agosto) si disputa il circuito dell’Adriatico, che si inserisce nella settimana motociclistica romagnola tra Forlì e Rimini.
I piloti sono presenti in numero ridotto, ma il motociclismo rappresenta molto per il pubblico romagnolo che si distingue, in questa occasione, per una certa indisciplina dovuta alla grande passione.
Ma la Guerra è terminata da poco (tuttavia non dimenticata, visto che lo starter sarà il generale inglese comandante la zona di Riccione)
In quella occasione si imposero Fausto Toni con la Galera nelle motocarrozzette, Dario Ambrosini (Guzzi) nella 250 e Bruno Bertacchini nella 500.

A quella manifestazione ne seguirono molte altre di vario livello (come quelle riservate ai cinquantini o alle piccole vetture di formula K 250, dotate di motore motociclistico), quasi tutte sul circuito stradale con l’andata sul lungomare ed il ritorno nelle strade adiacenti, nel tratto che va dal Porto fino a viale San Martino.

Il percorso veniva recintato fino alla spiaggia, ma i residenti non protestavano, poiché le gare motociclistiche rappresentavano una delle poche attrazioni della cittadina.
I box all’aperto, il “fai da te”, certo lontano dai livelli attuali ma più vicino alla dimensione romantica della vita e dello sport caratterizzano gli anni del circuito “perla Verde dell’Adriatico”.
Ed il circuito aveva superato anche le conseguenze dell’incidente di Monza degli anni 60, grazie agli organizzatori che avevano posto immediata attenzione al problema della sicurezza e del contenimento del pubblico.

Questo accorreva numeroso ad acclamare i campioni che da allora scesero regolarmente in campo per disputare soprattutto la cosiddetta “Temporada Romagnola”, la serie di gare che rappresentava anche un valido veicolo promozionale ed un test in vista del mondiale.
Ed ecco, quindi, scendere in pista nomi come Venturi, Grassetti, Villa, Provini e marche come MV Augusta, Norton, Galera, Bianchi, Aermacchi, Morini, Mondiali, Ducati, ecc.
Nel 1963 sono trentamila gli spettatori che assistono alla prima gara internazionale che si disputa a Riccione.

Le vittorie saranno tutte italiane:
Francesco Villa (Mondiali) nella 125, Provini (Morini) nella 250, Grassetti (mv Privat) davanti a Sheperd (MV Privat) e Venturi (Bianchi) nella 500; un giovanissimo Walter Villa si impone nella gara juniores con la Ducati.
L’anno successivo un certo Giacomo Agostini vince la 250 in sella alla Morini, mentre lo svizzero Taveri porta la sua splendida Honda alla vittoria nella 125; Venturi con la Bianchi fa sua la 500.

Pasolini è terzo nella 175 juniores, vinta da Balestrieri, in seguito ottimo rallista.
Ed arriviamo al periodo dei grandi duelli, tra i quali spiccavano quelli che vedevano protagonista Giacomo Agostini, talvolta opposto al grandissimo Mike Hailwood ed in altre occasioni a Renzo Pasolini. Ma non si trattava di spettacoli a sé stanti, bensì di duetti in una splendida Opera che si chiamava circuito di Riccione, e più ampiamente Mototemporada.
E non poteva essere altrimenti se consideriamo che i co-protagonisti rispondevano ai nomi dei già citati Villa, Taveri, Mandolini, Provini, Venturi, Grassetti ed inseguito Billvy e Phil Read, ambedue con la Yamaha.
E questo creava dell’entusiasmo incredibile, che portava a veri e propri “bagni di folla” con biglietti esauriti e cifre (dichiarate…) di cinquanta-sessantamila spettatori.

Questa splendida festa ha la sua brusca interruzione il 4 aprile 1971, quando sul circuito romagnolo muore, a causa della fitta pioggia, Angelo Bergamonti, compagno di squadra di Agostini nella MV Agusta.
Comunque, già si avvertiva un cambiamento per quei piloti e mezzi ormai troppo “sacrificati” tra strade, balle di paglia e marciapiedi.
Un’era che si conclude, anche se il moto club Berardi di Riccione non si ferma: il 12 Agosto del 1972 organizza la prima gara motociclistica sul circuito del Santamonica.

E’ l’inizio di un nuovo capitolo del motociclismo che non vivrà più sul mese necessario per allestire il circuito con le balle di paglia, sulle moto artigianali, sugli alberi, sulla gente con il vestito della festa e su una semplicità non per questo meno valorosa e coraggiosa.
Ora, questo romanticismo non esiste più, e non è più pensabile poterlo riproporre: rimane soltanto il diritto-dovere di ricordarlo così, com’è stato.





Il "nostro" pilota Mattia Pasini Correrà nel Motomondiale 2018 in Moto 2. Un grandissimo "in bocca al lupo" da parte di tutto lo staff del Moto Club.


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